incesto
Mia Cugina Samanta – Il Peccato Epocale
Angel1965
04.10.2025 |
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E io la penetravo duro, con colpi secchi, mentre lei urlava, i gemiti che si confondevano con il rumore delle onde..."
PrologoCi sono storie che non dovrebbero mai accadere. Confini che non andrebbero mai superati.
Eppure quando guardavo Samanta, la mia giovane cugina, sentivo che la carne non conosceva regole, che il sangue non bastava a fermare il desiderio. Bastava uno sguardo, un sorriso storto, e il mio corpo già urlava di volerla.
Aveva ventidue anni, un corpo che sembrava fatto per il peccato, e quella malizia negli occhi che mi torturava. Io avevo sessant’anni, sposato, padre, con una vita che fuori appariva solida e rispettabile.
Ma con lei… ero di nuovo un ragazzo di vent’anni.
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Parte 1 – L’inizio del peccato
Tutto cominciò una sera, quasi per gioco. Restammo soli, e lei si avvicinò troppo. Sentivo il suo respiro caldo, la pelle che sfiorava la mia.
«Ci pensi mai a noi due?» mi chiese, con quel sorriso che toglieva il fiato.
Non feci in tempo a rispondere che mi baciava, le labbra morbide e sporche di voglia. Le mie mani corsero subito sulle sue curve, e in un attimo eravamo già nudi, divorandoci.
La presi sul tappeto, il suo corpo che si piegava al mio, la figa calda che mi stringeva con forza. «Sì, cazzo, scopami!» urlava, senza più vergogna. La penetrazione era violenta, carnale, e io affondavo senza pietà, sentendo di aver oltrepassato un confine da cui non sarei più tornato indietro.
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Parte 2 – La vacanza del peccato
Qualche mese dopo ci inventammo una scusa per fuggire insieme in Sicilia. Nessuno sospettava nulla. Due cugini in vacanza, nulla di più. Ma in realtà era una settimana di sesso, sole e trasgressione.
Il risveglio proibito. La prima mattina, lei si svegliò già nuda accanto a me. «Buongiorno, cugino» sussurrò, cavalcando il mio cazzo senza preavviso. Io la spinsi giù con forza, affondando fino a farla squirtare sul letto.
La spiaggia. Tra la gente, sotto il sole, infilai la mano sotto il suo pareo. Le dita affondarono nella figa bagnata, e lei venne tremando, fingendo di avere freddo davanti ai bagnanti ignari.
Il terrazzo. Una notte, piegata sul tavolo, mi chiese il culo. «Dai, fammi come piace a me… fammi tua troia.»
E io la penetravo duro, con colpi secchi, mentre lei urlava, i gemiti che si confondevano con il rumore delle onde. Squirto bagnando tutto il pavimento, e io venni subito dopo, spaccandola dall’interno.
Fu una vacanza di follia, una settimana in cui scopammo ovunque: in macchina, sotto la doccia, persino dietro le dune della spiaggia. Alla fine, tornando a casa, lei mi sussurrò:
«Non sono più solo tua cugina. Sono la tua amante. La tua troia personale.»
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Parte 3 – Il Natale del peccato epocale
Arrivò il Natale. Famiglia riunita, sorrisi, pacchetti sotto l’albero. Io e Samanta ci sfioravamo appena, complici invisibili. Nessuno sospettava nulla.
A un certo punto, sotto il tavolo, la sua mano afferrò il mio cazzo duro. Mi guardò con quegli occhi che conoscevo bene. «Vieni di sopra… voglio il mio regalo di Natale.»
Nella camera degli ospiti, il vestitino rosso che indossava cadde a terra. Salì su di me, inghiottendomi dentro con un gemito sporco.
«Sì! Scopami! Fammi venire davanti all’albero!»
Io la ribaltai e la presi con colpi violenti, mentre le luci natalizie filtravano dalla finestra. Lei urlava, si graffiava le cosce, mi chiedeva di più. «Cazzo nel culo, ti prego! Spaccami tutta!»
L’orgasmo arrivò devastante. Squirto, bagnando le lenzuola e il mio corpo. Io venni subito dopo, dentro di lei, riempiendola tutta.
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Epilogo – Il segreto eterno
Mentre al piano di sotto risuonavano le risate della famiglia, noi restammo sudati e intrecciati, incapaci di staccarci.
Samanta mi baciò le labbra sporche di sudore e sussurrò:
«Ormai non possiamo più fermarci. Io sarò sempre la tua cugina… ma soprattutto la tua troia. Questo è il nostro segreto, e nessuno potrà mai togliercelo.»
Io la guardai e capii che aveva ragione. Quello non era solo un peccato passeggero. Era diventato il nostro destino.
E quel Natale… sancì la nostra unione proibita, epocale, scolpita nel piacere e nella colpa.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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